LASCIAPASSARE – PROPUSNICA

STORIA

  • il nuovo confine italo – jugoslavo fu quasi invalicabile nei primi anni dopo la 2^ guerra mondiale
  • nel 1955 furono firmati a Roma due trattati riguardanti gli scambi commerciali locali tra le aree di confine. L’accordo permise agli abitanti delle zone confinanti di entrambi i paesi di circolare 4 volte al mese in una fascia di 10 km all’interno dell’altro stato grazie a un lasciapassare. Le zone coinvolte erano dal lato italiano la provincia di Trieste e dal lato jugoslavo dodici municipalità. I contadini dei due paesi acquisirono il diritto di vendere una certa quantità dei loro prodotti oltre confine
  • il 31 ottobre 1962 l’Accordo di Udine regolò ulteriormente il traffico di persone, nonché dei trasporti e delle comunicazioni terrestri e marittime tra le aree limitrofe
  • il disgelo si avvia nel 1989, con la caduta del muro di Berlino
  • nel 1990 lo stato Jugoslavo iniziò a disgregarsi e dopo una breve guerra, nel 1991 la Slovenia si proclama indipendente
  • il 1° maggio 2004 la Slovenia diventa membro dell’UE. La stazione della Transalpina era il simbolo della separazione politico-ideologica tra l’Europa occidentale e quella orientale, il confine correva in mezzo alla piazza, che era divisa da un muricciolo. Esso fu abbattuto poco prima del 1° maggio061Confine01
  • il 21 dicembre 2007 la Slovenia entra a far parte dell’area Schengen, il 22 dicembre 2007 il passaggio tra il territorio sloveno o a quello italiano fu liberalizzato

VALICHI

  • 1^ categoria: principali, di grande flusso. Il movimento delle persone ha luogo in qualunque ora del giorno e della notte
  • 2^ categoria: secondari, di poco passaggio. Il movimento delle persone attraverso i punti di passaggio di secoli da categoria può effettuarsi: nei mesi invernali dalle 7 alle 18, nei mesi estivi dalle 4 alle ore 21, ecc.
  • 3^ categoria: strade agricole, il passaggio è permesso solo a frontalieri e possessori di terre

DOCUMENTI

  • passaporto/carta d’identità
    Per i residenti al di fuori dell’area di confine, sino al 1985 serviva il passaporto, per attraversare il confine nei valichi di 1^ categoria.
    Nel 1985, per favorire l’interscambio turistico, ci fu un’intesa tra l’Italia e la Jugoslavia che permise di transitare tra i due paesi con la carta d’ identità.
    I valichi di 2^ e 3^ categoria erano preclusi
  • lasciapassare/propusnica
    Questo libricino permetteva di passare anche i valichi di 2^ categoria, pur di non spingersi oltre i 10 km dal confine e di rientrare entro 3 giorni. Il documento era scritto in italiano, sloveno e croato ed era valido per un periodo di cinque anni, rinnovabile. I valichi di 3^ categoria erano preclusi061Confine05

RICORDI
La povertà del Paese, la riforma del 1965, con la svalutazione del dinaro che aumentò dall’oggi al domani il potere d’acquisto della lira, consentiva a noi Italiani di spendere e spandere. Una pacchia.
In “Jugo” si andava per fare la spesa, in particolare si comprava carne e sigarette, ma anche zucchero, olio vegetale, cioccolata e pasta. Nei miei ricordi d’infanzia ci sono i succhi di frutta in busta sigillata, le caramelle di gelatina di frutta candita, la cioccolata Milka e sopratutto le enormi creme a parallelepipedo di una piccola pasticceria di Caporetto.
Al rientro non mancava mai il pieno di benzina.
Molto frequentate erano le gostionice (trattorie), nelle zone interne il menù era di carne, ottima ed abbondantissima, la cipolla era sempre presente, con la conseguenza dell’alito “ho mangiato in Jugo”. Sulla costa il menù era costituito da altrettanti abbondantissimi piatti di pesce, gli scampi alla Busara con tanto “tocio” che sbrodolava lungo mani e viso erano i miei prediletti, ricordo antico e proibito sono i datteri di mare.
I miei primi sci furono i mitici Elan, naturalmente pagati un bianco ed un nero, con cui “sfrecciai”, per un breve periodo, sulle piste di Luico/Livek e Loqua/Lokve.
Il parco circolante era composto da poche Lada, Zastava e vecchie seicento. Le strade piene di buche rattoppate, piste di pattinaggio quando pioveva, mettevano a dura prova le sospensioni delle auto e la capacità di guida.
Pian piano cominciarono anche gli slavi a venire a “far spesa” in Italia, comperavano vestiti, soprattutto jeans e scarpe, entravano in negozio con la taglia 42 e ne uscivano con una 50 (vestizione a cipolla).
Al confine la polizia controllava la regolarità dei documenti di transito, mentre la Guardia di Finanza controllava la merce trasportata, siccome la quantità di carne ed altro era vincolata, chi più chi meno nascondeva la quantità in eccesso.
Quando si percorrevano stradelle o sentieri lungo il confine, si doveva fare molta attenzione a non espatriare, in quanto i soldati slavi erano sempre pronti a prelevarti, portarti in caserma, con il rischio di processo per espatrio clandestino.
ALTRI TEMPI

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